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venerdì 09 luglio 2010 |
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La chiamavano Orsolina, Othello o Cagliostro, ma la gattona nera che da più di una decade si aggirava per i corridoi del Suor Orsola non si offendeva per i tanti nomi con cui era chiamata.
Era di quieta e pacata eleganza, la sua autorità era indiscussa, nessuna porta era mai chiusa per lei. Ci piace ricordarla mentre saliva sulla cattedra durante le lezioni grattandosi vicino alle aste dei microfoni, o mentre si accucciava in grembo agli esaminatori o agli studenti durante gli esami.
Si diceva di lei che portasse fortuna, e forse era vero, se entrava in aula durante gli esami tutti si sentivano più sereni. Una grattatina sul muso, che lei accettava con soddisfazione era sempre ricambiata con una buona dose di buona sorte. Forse placava le ire di professori e gli assistenti con la sua dolcezza, o forse era davvero qualcosa di mistico ad accompagnarla, ma quando c'era lei tutto andava un po' meglio.
Non c'è dubbio che la regina del Suor Orsola ci mancherà molto.
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